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giovedì 9 gennaio 2014

MA E' GROSSISSIMO !!!! UNO DEI GATTI PIU GROSSI DEL MONDO !


E' si amici,state vedendo bene,questo in braccio alla bambina sicuramente e' tra i gatti piu' grossi del mondo! Non capisco come faccia nel tenerlo,perche' molto probabilmente il suo peso corporeo si aggira intorno ai 14 kg !Ma forse piu di uno questi animali soffrono di obesita'.

lunedì 11 novembre 2013

Non e' giusto mettere nel guinnes dei primati una bimba cosi'...perche sicuramente lei ci soffre..


Voglio fare un'annotazione,prima che leggiate l'articolo...
Non e' giusto mettere nel guinnes dei primati una bimba cosi'...perche sicuramente lei ci soffre..
Una bimba è entrata nel Guinness dei Primati per il più alto numero di dita delle mani e dei piedi - 26 in totale. Lei Yadi Min dalla Birmania ha 12 dita delle mani - sei per mano - e 14 dita dei piedi - sette per ogni piede - e batte il precedente record per un solo punto. Tuttavia la giovane, che vive con la madre e la sorella a Yangon, già nota come Rangoon, è sfidata dalla concorrenza di un rivale che sostiene di avere otto dita per ogni piede. Il record precedente era detenuto da Pranamya Menaria, di 5 anni, e Devendra Harne, di 15 anni, entrambi dall'India. Ognuno ha 12 dita delle mani e 13 dita dei piedi.
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RITENGO CHE NON SIA UNA COSA POSITIVA NE' TANTOMENO DA FARLA PASSARE COME TALE...MA SPERO SOLO CHE PER LA BIMBA NON SIA UN PROBLEMA POTER FARE LE "NORMALI ATTIVITA' QUOTIDIANE"

domenica 10 novembre 2013

STREPITOSOOO L'AMORE di una madre SUPERA ANCHE IL TUMORE!!!!


Commovente storia quella di una madre di Torino. Una donna di 32 anni, affetta da una grave forma tumorale, ha dato alla luce al Sant'Anna di Torino la piccola Lina, con parto cesareo pretermine. La bambina è nata il 28 marzo alla trentunesima settimana di gravidanza ed è stata subito ricoverata al reparto Terapia intensiva neonatale. Il suo decorso procede nella norma e verrà dimessa domani insieme alla madre. Fin dai primi giorni è stata alimentata con il latte donato da una zia, che sta allattando il proprio figlio di 4 mesi. La madre della piccola Lina, Z.G., è una donna marocchina. Era stata ricoverata a metà febbraio in condizioni critiche per una grave forma di neoplasia diagnosticata in gravidanza presso il reparto Alta complessità del Dipartimento di ostetricia e ginecologia del Sant'Anna. È stata seguita per un mese e mezzo, fino a quando le condizioni critiche hanno reso necessario il parto cesareo. Dopo il parto la signora è stata trasferita al reparto di Oncologia delle Molinette per proseguire le terapie. A poche settimane dal cesareo, quando le condizioni di Lina si sono stabilizzate, è stato anche possibile attuare una sorta di «rooming in», trasferendo la bimba al reparto di Oncologia per consentirle di stare vicino alla madre.
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STORIA TRISTE ...MA FELICE DI UNA DONNA INCINTA!!!


Una normale gravidanza, la donna era felice, consapevole di stare per mettere alla luce la sua prima figlia: tutto sembrava andare per il meglio. Ma nel momento in cui è arrivato il momento di partorire, qualcosa non stava andando come previsto: infatti, la donna, che è stata sottoposta ad un intervento di parto cesareo, sigillava nel suo stomaco un maxi tumore, del peso di almeno 15 kg.Per fortuna, alla fine tutto si è risolto per il meglio: i medici sono riusciti ad estirpare il tumore, e la bellissima bimba è venuta alla luce senza problemi: pesa 3 kg, ed è in ottima salute. La vicenda si è svolta qualche giorno fa, in Bolivia.I medici boliviani se la sono cavata benissimo, e sono riusciti a risolvere quella che apparentemente sembrava una situazione alquanto problematica. Un episodio davvero particolare, pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano “La Prensa“.L’intervento si è prolungato per più di tre ore, si è svolto la settimana scorsa a La Paz, in un ospedale pubblico, ed anche la madre ora è fuori pericolo: gode di ottima salute. Il parere di uno dei medici è che la donna avrebbe iniziato ad incubare il tumore sin da quando aveva 10 anni, ma questo per fortuna non le ha mai dato gravi problemi.
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Chiede solo di essere " NORMALE "..


Clara Beatty ha nove anni ed un sogno nella vita, essere guardata come vengono guardati tutti i bambini della sua età. Sembra un sogno semplice da realizzare, ma diventa tremendamente difficile se si è affetti dalla sindrome di Treacher Collins. Si tratta di una malattia genetica prenatale che porta alla deformazione delle ossa facciali, con conseguenti difficoltà respiratorie, ed in alcuni casi alla sordità.Clara Beatty vive con un tubo inserito all’interno del collo che gli permette di respirare e non ha uno dei padiglioni auricolari ed altre disfunzioni. Tutti problemi già ben visibili prima della nascita ma i coniugi Beatty decisero comunque di far venire al mondo la loro bambina, una decisione coraggiosa a cui ha fatto seguito il trasferimento dal Belgio agli Stati Uniti. Quando Jeanet Beatty racconta il momento della decisione, che ha cambiato per sempre le loro vite, lo ricorda come una cosa sulla quale non c’è stato alcun tipo di tentennamento.
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Il papà, Eric, appoggiò completamente la decisione, della moglie.La bambina è assistita dalle strutture del Memorial Hospital di Chicago che è stato molto vicino alla famiglia soprattutto nei primi anni di vita quando la piccola Clara aveva bisogno di un’infermiera ventiquattro ore su ventiquattro. Mamma e Papà hanno sempre fatto di tutto per far vivere alla piccola Clara una vita quanto più normale. Un’impresa non sempre facilissima, anzi. In casa, in chiesa o a scuola dove tutti la conoscono col tempo queste differenze si sono annullate e Clara si fa apprezzare per quello che è, una bambina felice e solare. Ma negli altri posti che frequenta gli sguardi della gente e le domande degli altri bambini sono inevitabili.Un aiuto potrebbe arrivare dalla chirurgia estetica, ma non è possibile sottoporre la bambina ad un intervento chirurgico ad un’età così precoce. In questo caso, poi, sarebbero necessari ulteriori interventi. La famiglia ha comprensibilmente deciso di aspettare fino all’adolescenza. La piccola Clara, però, ha le idee ben chiare per il suo futuro, “Voglio provare a essere come gli altri bambini, in modo che non mi facciano più domande, perché diventa così fastidioso. Guardatemi come fate con gli altri bimbi”.

sabato 9 novembre 2013

VERGOGNOSO LASCIARE MORIRE UN BAMBINO PER 3,00 €


in alcuni paesi l’accesso alle cure mediche ha pesanti limitazioni, ma ciò nonostante sono molto forti  le polemiche intorno ad una drammatica storia verificatasi in India Una coppia del Punjab, hanno avuto qualche mese fa una figlia, nata prematura: per questo motivo, aveva bisogno di essere tenuta in incubatrice. Il problema è che le cure mediche sono gratuite per i primi due giorni, mentre per i successivi la famiglia deve pagare. Una cifra modica (200 rupie al giorno, poco meno di 3 euro, ma che va confrontata con gli stipendi locali), ma che la famiglia non era in grado di mettere assieme immediatamente: i genitori erano infatti disoccupati.I genitori hanno cercato di supplicare i medici, spiegando che avevano bisogno di un po’ di tempo per mettere assieme o farsi prestare i soldi necessari per le cure. I medici però non avrebbero sentito ragioni: appena scaduto il periodo pagato, avrebbero tolto la bambina dall’incubatrice, rimuovendo anche l’endovenosa di glucosio. Inevitabilmente, la debole piccola è morta dopo poche ore.
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Bambina nata con insensibilità congenita al dolore


è una vera e propria “sentenza di morte” perché il rarissimo disturbo genetico uccide i bambini prima che raggiungano i tre anni di età.Mentre per questa dodicenne è stata diverso inquanto lei ha “rifiutato di farsi rovinare la vita dalla sua condizione”, e non ha rinunciato a “partecipare a concorsi di bellezza, alla banda della scuola e ad aiutare i bambini nella sua condizione”.Il tutto è venuto alla luce  “quando aveva otto mesi” e i genitori hanno accertato che la loro piccola  non piangeva quando aveva fame, non piangeva quando aveva il raffreddore e non ha pianto nemmeno quando Si sono accorti che aveva gli occhi irritati, perciò l’hanno portata da un medico: l’oculista ha detto che aveva un’abrasione alla cornea importante, per cui era veramente strano che non piangesse ecco che quindi sono iniziati i dovuti controlli che hanno portato alla scoperta della malattia
 
 
 Ma la cosa bella se mi permettete il termine è costatare come la ragazzina abbia tanta voglia di vivere e farsi che la sua malattia non la isoli ecco perche' adesso assieme ai genitori hanno dato vita a una fondazione per tutti coloro che soffrono di questa malattia affinche' non si sentano soli e posso condividere con altri la loro esperienza!!

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