La bambina in questione e' Tyla Rich di 8 anni che purtroppo e' stata colpita da questa malattia chiamata acromatopsia, che non gli fa vedere le cose a colori ma solo in bianco e nero .
Se ne sono accorti i suoi genitori quando ancora era una neonata e faceva strani movimenti con gli occhi,pensavano fosse non vedente,invece no,la malattia era un'altra.
Purtroppo vedendo in bianco e nero la sua vista e' a rischio,e quindi e costantemente costretta nel portare sempre questi occhiali rossi.
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sabato 7 dicembre 2013
venerdì 6 dicembre 2013
Bimbo malato terminale,vuole vedere una nave come suo ultimo desiderio,e sua madre lo accontenta.
Questo povero bimbo purtroppo a causa della sua malattia non vivra' a lungo e come suo desiderio vuole vedere una nave e la sua mamma cerca di accontentarlo.Mason e' malato di cuore ,forse non arrivera' al prossimo inverno,e sua mamma gli ha fatto un giardino innevato,con neve finta.
Mason è nato con solo metà cuore e tra le varie complicazioni ora ha bisogno anche di due nuovi polmoni perchè i sui sono danneggiati. Un disordine dei cromosomi gli causa gravi problemi alla parola e all'apprendimento e i medici non sono molto ottimisti sulla sua condizione.
Se questo bimbo non avra' un trapiato di cuore purtroppo morira'.
martedì 12 novembre 2013
La donna allergica alla palestra
Capita spesso che qualcuno inventi delle scuse per non andare in palestra; Kasia Beaver però è giustificata in quanto è allergica all’attività fisica.Anche rincorrere i suoi bimbi può provocarle allergia “Quando mi viene un attacco i miei occhi si gonfiano e cominciano a prudermi.
“Entro cinque minuti mi si chiudono completamente”, ha affermato la donna 33enne.“È terrificante, specie quando sono sola con i bambini. Le persone non mi credono quando gli dico che sono allergica all’attività fisica, credono sia una scusa che mi permette di fare la pigra.“Ma la verità è che andavo spesso in palestra, ero molto sportiva”.Ovviamente non ha quest’allergia da tutta la vita; qualche tempo fa le è stato diagnosticato un angioedema indotto da esercizio fisico e un ipotiroidismo collegato al suo stato di salute.
“Entro cinque minuti mi si chiudono completamente”, ha affermato la donna 33enne.“È terrificante, specie quando sono sola con i bambini. Le persone non mi credono quando gli dico che sono allergica all’attività fisica, credono sia una scusa che mi permette di fare la pigra.“Ma la verità è che andavo spesso in palestra, ero molto sportiva”.Ovviamente non ha quest’allergia da tutta la vita; qualche tempo fa le è stato diagnosticato un angioedema indotto da esercizio fisico e un ipotiroidismo collegato al suo stato di salute.
Grazie ad un nuovo antistaminico, la signora Beaver può camminare fino al parco senza doversi preoccupare di avere attacchi.
lunedì 11 novembre 2013
Mi dispiace moltissimo per lei... povera donna...purtroppo e' costretta....
Sembrerebbe
una cosa strana...una cosa impossibile eppure e' costretta a farlo
costi quel che costi....per vivere a volte si ricorre a metodi
strazianti ...cose non belle assolutamente....Questa donna è costretta a fumare almeno due canne di marijuana al giorno, per riuscire a fermare almeno in parte i tremori causati dalla patologia.Angeline assume questa sostanza stupefacente solo per uso terapeutico,
e lei stessa a sottolineato di non averne mai usufruito prima di
guidare.Non fa uso nemmeno di alcolici, tutto ciò che è costretta ad
assumere per contenere gli effetti della malattia è il THC:
infatti, il suo organismo è saturo di tetraidrocannabinolo, una
sostanza psicoattiva che troviamo nella marijuana.E’ ormai da diverso
tempo che vi sono pazienti affetti da gravi patologie che vengono trattati con la marijuana: proprio per questo, essendo molti di essi degli automobilisti, è stata avanzata la richiesta di una marijuana card, che serve ad affermare che essi ne fanno solo un uso medico, per evitare eventuali sanzioni da parte delle forze dell’ordine.
domenica 10 novembre 2013
LA TRISTE STORIA DI PIOTR, IL BIMBO CHE NON PUÒ ESSERE ACCAREZZATO
Piotr,
infatti, soffre della cosiddetta malattia delle farfalle, ovvero è
affetto daepidermolisi bollosa distrofica, che colpisce tre persone su
100 mila.In poche parole, si tratta di una patologia genetica che, ancora oggi, la medicina non riesce a curare in nessun modo.Il
piccolino, per colpa di questo suo problema, non può essere accarezzato
e non si può sfiorare nemmeno la pelle con le sue stesse mani, visto
che un'azione del genere potrebbe diventare per lui una tortura,
facendogli crescere bolle e nascere malformazioni.
SPERIAMO CHE PRESTO RIUSCIRA' LA SCIENZA A TROVARE UNA CURA
ALLUCINANTE Uomo scopre a 66 anni di essere donna: soffre di una rara sindrome
Un uomo di Hong Kong ha scoperto di essere una donna dopo 66 anni di vita. L’uomo, anzi la donna, soffre della sindrome di Turner. Si tratta di una rara malattia genetica
per cui le donne presentano alti livelli di testosterone ed entrambi
gli organi sessuali. I casi clinici conosciuti sono 6 al mondo La
scoperta del sesso femminile è avvenuta per caso: analizzando un forte
gonfiore addominale i medici scoprirono che si trattava di una enorme
ciste ovarica.La sindrome di Turner colpisce 1 neonata ogni 3mila, ma la condizione di questa donna era più complessa. Presentando infatti anche una iperplasia surrenale, che ha causato alti livelli di ormoni maschili, la donna sembrava di fatto un uomo.Gli alti livelli di testosterone hanno comportato la crescita di barba e presentava un “micropene“,
tanto da apparire un uomo, ma non i testicoli. I medici hanno spiegato
che “se non fosse stato per l’enorme cisti ovarica la sua rarissima
condizione non sarebbe mai stata scoperta”.

BE NON OSO IMMAGINARE COME SI SIA POTUTO SENTIRE QUEST'UOMO DOPO AVER SCOPERTO LA SUA VERA IDENTITA'!!
CLAMOROSOOOO Bimbo salvato grazie a Facebook: una donna individua la malattia
Il piccolo George la malattia ce l'aveva
scritta sul viso. Ad accorgersene però non sono stati i medici ma una
donna, un'estranea che non l'aveva mai visto se non in foto. Proprio la
foto pubblicata sul profilo della mamma su Facebook. Ora la "diagnosi
via web" potrebbe salvare il bambino di 6 mesi dal rischio di danni
cerebrali. Prodigi del social network, raccontati dalla giovane mamma
del piccolo protagonista, Charlotte Dent. A vestire involontariamente il
camice bianco una donna, "amica" via Facebook della 22enne Charlotte: è
stata lei a riconoscere nei tratti del bebè i segni della
trigonocefalia, perché la stessa patologia aveva colpito anche suo
figlio. I RISCHI - La donna ha notato nella foto del
piccolo George una sorta di "cresta" che correva lungo la fronte, tipica
dei bimbi con questa malattia. Senza l'operazione, cui dovrà sottoporsi
a un anno, ha raccontato mamma Charlotte al Daily Mail, George
rischierebbe seri danni permanenti al cervello. Una prospettiva che fa
infuriare la donna, che vive a Fazakerley, Liverpool. Secondo Charlotte,
la condizione di suo figlio avrebbe dovuto essere identificata molto
tempo prima dai medici che lo hanno visitato. «Mio figlio - racconta -
ha 6 mesi e io ho scoperto che è affetto da qualcosa di alquanto raro.
Tutti i dottori che ho incontrato non se ne sono accorti. L'ho dovuto
sapere da una mamma con un bambino nella stessa condizione di mio
figlio. Ecco perché voglio aumentare la consapevolezza di questa
patologia, in modo che altre persone possano stanarla in tempo e fare
qualcosa prima che sia troppo tardi».TESTA DEFORMATA -
Alla nascita di George, Charlotte aveva notato che aveva la testa
deformata, ma il bimbo era stato controllato e dimesso dall'ospedale
senza problemi. Si è pensato anche che la forma della sua testa, diversa
da quella degli altri bebè, potesse essere un sintomo della sindrome di
Down, ma questa patologia è stata esclusa dalla Pediatra del Liverpool
Women's Hospital. Solo dopo che l'"amica digitale" l'ha messa in guardia
su una possibile trigonocefalia, Charlotte ha contattato uno
specialista e ricevuto la diagnosi nello stesso giorno: si tratta di una
condizione che si determina quando la parte frontale del cranio si
fonde. Se non diagnosticata, potrebbe portare a cecità, difficoltà di
apprendimento e, nei casi più gravi, alla morte.
sabato 9 novembre 2013
Che tristezza....una mamma trasmette una malattia mortale ai suoi figli senza volerlo
Tutta colpa della sindrome di Leigh. Una
malattia fino a poco tempo fa sconosciuta che colpisce il cervello e il
sistema nervoso. Sono tutti morti dopo pochi mesi, tranne uno, venuto
alla luce nel 1989. Lui ha vissuto 21 anni, pur soffrendo del male,
prima di morire. Ora questa coppia spera che le nuove tecniche di
procreazione assistita possano realizzare il loro sogno: crescere un
figlio."I miei primi tre bambini sono tutti morti qualche ora dopo la
nascita". E i dottori non sono mai riusciti a identificare il problema.
Poi è nato Edward, alla fine del 1989. I dottori hanno praticato delle
trasfusioni sanguigne e sono riusciti a tenerlo in vita. Anche se i
medici gli avevano lasciato poche speranze
Ma quando Edward compie 4 anni torna l'incubo:
il piccolo comincia ad avere delle convulsioni e il male è finalmente
identificato: si tratta della sindrome di Leigh. La malattia proviene da
un gene difettoso che Sharon trasmette ai piccoli. "Mi avevano detto
che sarebbe morto entro un anno", ma invece Edward vive soffrendo fino a
21 anni con una grave disabilità.
L'ultima figlia, Caroline, è
morta nel 2000 a 2 anni. Edward è morto nel 2011. Da allora i Bernardi
non hanno più avuto figli ma ora sperano di poterci riprovare. Con
l'aiuto della medicina.
Povera ragazza,solo 16 anni e si trova in questa condizione...Che tristezza
Purtroppo cari lettori quando si
parla di queste cose fa sempre e molto male... in una eta' cosi giovane
non e' giusto che meriti tutto questo.....I suoi denti sono
caduti e lei ha già fatto iniezioni di collagene per le rughe – ma Zara
Hartshorn non è donna di mezza età che sta cercando di riconquistare la
sua giovinezza. Lei è solo una 15enne con una malattia rara e incurabile
che la fa sembrare più vecchia di decenni rispetto ai suoi compagni
un difetto genetico da cui sono affette sia sua mamma che la sorella di 23 anni.chiamata lipodistrofia, che attacca i grassi del corpo e le conferisce circa 40 anni in più di quelli che ha. Eppure,
nonostante si tratti di una malattia, deve affrontare i bulli che la
chiamano “nonna” e che l’hanno anche picchiata. Quando è iniziata la
scuola è stata scambiata per un insegnante. Così, mentre molte ragazze utilizzano il trucco per apparire più vecchie per entrare nei pub lei ha il problema opposto. ”Crescere
con lipodistrofia è stato davvero difficile. I bambini hanno iniziato
ad essere crudeli con me quando ero alle elementari, mi chiamavano
‘faccia vecchia’ e ‘nonna’. Sono stata aggredita fisicamente a causa del
mio aspetto così la mamma mi tenuta lontana dalla scuola per un periodo
quando avevo 10 anni dopo che i bulli mi creavano così tanti problemi e
non solo fisici. E’ stato solo alle medie che ho trovato un gruppo di
amici che mi hanno accettato per quella che sono“Dopo aver sentito
parlare della sua condizione, un famoso chirurgo degli Stati Uniti si è
offerto di operarla gratuitamente. In questo campo la chirurgia sta
facendo miracoli e l'intervento consisteva in un lifting
all'avanguardia. A poco a poco così le rughe si stanno attenuando. Zara
comincia ad avere una vita normale, ha ripreso fiducia in se stessa e
ora si è anche fidanzata. Si tratta di un notevole cambiamento per
l'adolescente che è stata una volta lasciata in lacrime dopo essere
stata fatta scendere dall'autobus perché aveva un biglietto ridotto per
bambini.
Bambina nata con insensibilità congenita al dolore
è una vera e propria “sentenza di morte” perché il rarissimo disturbo
genetico uccide i bambini prima che raggiungano i tre anni di età.Mentre
per questa dodicenne è stata diverso inquanto lei ha “rifiutato di
farsi rovinare la vita dalla sua condizione”, e non ha rinunciato a
“partecipare a concorsi di bellezza, alla banda della scuola e ad
aiutare i bambini nella sua condizione”.Il tutto è venuto alla luce
“quando aveva otto mesi” e i genitori hanno accertato che la loro
piccola non piangeva quando aveva fame, non piangeva quando aveva il
raffreddore e non ha pianto nemmeno quando Si sono accorti che aveva gli
occhi irritati, perciò l’hanno portata da un medico: l’oculista ha
detto che aveva un’abrasione alla cornea importante, per cui era
veramente strano che non piangesse ecco che quindi sono iniziati i
dovuti controlli che hanno portato alla scoperta della malattia
Ma la cosa bella se mi permettete il termine è costatare come la
ragazzina abbia tanta voglia di vivere e farsi che la sua malattia non
la isoli ecco perche' adesso assieme ai genitori hanno dato vita a una
fondazione per tutti coloro che soffrono di questa malattia affinche' non
si sentano soli e posso condividere con altri la loro esperienza!!
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ASSURDOOOO una bimba aveva un parassita MANGIA-CERVELLO preso all'acquapark!!
una ragazzina di 12 anni dell'Arkansas è
viva per miracolo: a luglio le è stata diagnosticata una terribile
malattia ed è una dei pochissimi sopravvissuti al tremendo parassita
che mangia il cervello Naegleria fowleri. Si tratta di un parassita
tanto piccolo quanto pericoloso per l'uomo. Simile a un'ameba può
causare una malattia estremamente grave, in altissima percentuale
letale: la meningoencefalite amebica primaria, che
colpisce il sistema nervoso centrale. Se non diagnosticata e curata
subito, porta alla morte nell'arco di una settimana.Si puo' contrarre
nuotando in fiumi o laghi, soprattutto quando l'acqua è tiepida o calda.
Il parassita entra proprio dal naso e risale lungo il nervo olfattivo,
fino ad arrivare al cervello. Lì si moltiplica molto rapidamente,
nutrendosi di tessuto nervoso cerebrale per quanto concerne la bimba il
contaggio è avvenuto nelle acque di un acquapark.I medici hanno curato
la raggazzina inducendo il coma, abbassando la sua temperatura corporea e
trattandola con un farmaco sperimentale. La cura sembra aver
funzionato.
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